L' arte della memoria

Alcune foto di sabato 29 aprile al Circo Massimo

Sabato 29 aprile – Circo Massimo


circo_massimo_mortier
Il grande spazio che separava il Palatino dall’Aventino, l’antica Vallis Murcia, venne occupato quasi per intero dal Circo Massimo, il più grande di tutti i tempi, capace di ospitare 150.000 spettatori. I Romani amavano le gare di quadrighe quasi quanto i giochi gladiatori e l’enorme struttura, costruita in muratura sotto Giulio Cesare, ma risalente ai Tarquini, rimase in uso fino al VI secolo d.C. Avremo modo di conoscere quanto emerso dai recenti scavi presso l’emiciclo sud, punto cruciale del percorso, quando le quadrighe curvavano intorno alla “meta” meridionale, venendo spesso in contatto tra lo strepito degli astanti. Nel nuovo percorso museale si potrà accedere alle gallerie che un tempo davano accesso alla cavea e si potranno vedere, oltre che i resti delle latrine, una vasca-abbeveratoio e alcune tabernae, botteghe di diversa natura, comprese quelle dei cambiavalute, utilissime per le scommesse sulle corse.
(a cura di Valeria Bartoloni)
Appuntamento: ore 10,45, Via del Circo Massimo (verso Porta Capena)
Costo: € 7,00 visita guidata + € 5,00 biglietto intero non residenti, € 4,00 ridotto non residenti; € 4,00 biglietto intero residenti, € 3,00 ridotto residenti

Alcune foto della visita di sabato 25 marzo a Villa Sciarra (con Giovanni Salerno)

Domani, ore 10,00 Villa Sciarra

La biodiversità in ambiente urbano: continuano le nostre passeggiate nelle ville di Roma, alla scoperta degli alberi che le abbelliscono e delle “erbacce” più o meno spontanee che vi crescono, per imparare come possiamo utilizzarle in cucina o per curarci, per scoprire la loro provenienza, come si diffondono, come si difendono e come si adattano agli ambienti creati dall’uomo.
È la volta di Villa Sciarra, bellissima anche se non estesa villa alle pendici del Gianicolo, proprietà dei Barberini e poi degli Sciarra, il cui nucleo seicentesco ebbe un notevole accrescimento nel ‘900, quando la villa passò a George Wurts, un facoltoso diplomatico americano. Alla morte della moglie passò, attraverso un lascito, allo stato italiano.
(a cura di Giovanni Salerno)
Appuntamento: ore 10,00, via Calandrelli, 23villa-sciarra
Costo: € 7,00 visita guidata

Colombari di Vigna Codini – Alcune foto di Massimo Bozzo e di Simone Oliverio della visita del 1 marzo 2017

SABATO 4 MARZO – MUSEO DI PALAZZO VENEZIA

LAPIDARIUM PALAZZO VENEZIA - STUDIO ABDR - ROMA

Un museo centralissimo e sconosciuto in un palazzo al contrario molto conosciuto, affacciato sulla piazza più centrale di Roma, Piazza Venezia. Il Palazzo di Venezia prese questo nome quando, nel 1564, fu ceduto dal papa Pio VI alla Repubblica di Venezia. Proprio un papa veneziano, Paolo II Barbo, a metà Quattrocento aveva promosso l’ampliamento e la ristrutturazione in forme rinascimentali aggiornatissime di strutture edilizie già esistenti. Anche se non ci sono prove dirette, Leon Battista Alberti fu certamente tra i consiglieri. Nel 1797 il palazzo passò all’Austria che lo tenne come sede diplomatica fino al 1916, quando tornò all’Italia. Dal suo “balcone” Mussolini emanò la famigerata dichiarazione di guerra. Dal nucleo della collezione di Paolo II (gemme, monete, tessuti preziosi) si è sviluppata successivamente un’importante raccolta lapidaria e pittorica che trova spazio nelle sale del Palazzo e nella loggia del “Viridario”, il bel cortile a giardino situato tra il palazzo e la chiesa di San Marco, di cui Pietro Barbo fu cardinale titolare prima di diventare papa.
(a cura di Rossella Faraglia)
Appuntamento: ore 10,00, via del Plebiscito 118
Costo: € 7,00 visita guidata + € 5,00 biglietto (ridotto € 2,50)

 

SAN GIORGIO AL VELABRO – SABATO 25 FEBBRAIO

11988397_10208012258525448_9021397434558355899_n
Velabro viene da Velus che in latino significa “palude”. In effetti, anche se bonificata già nel VI secolo a. C. con la canalizzazione delle acque nella Cloaca Massima, la valle in cui sorge questa chiesa continuò ad essere allagata dalle piene del fiume. Nel V secolo vi sorse, inglobando strutture di età severiana, una diaconia, cioè una struttura dedicata al sostentamento dei poveri, costituita da un’aula absidata e da un’altra aula per la raccolta delle derrate. Questo semplice edificio venne eretto in chiesa nel VII secolo ed essa venne dedicata a S. Sebastiano. Nel secolo successivo il papa greco Zaccaria la dedicò al santo martire di Cappadocia Giorgio la cui testa, con una cerimonia solenne, venne traslata allora nella chiesa. Successivi interventi ne stravolsero l’aspetto, restituito nelle sue forme medievali dal Muñoz nel 1926.
Sia il portico che le navate utilizzano pregiato materiale di spoglio e l’interno conserva nell’abside un affresco attribuito a Pietro Cavallini.
(a cura di Stefania Botti)
Appuntamento: ore 10,00, Via del Velabro, 19
Costo: € 7,00 visita guidata